La Corte Federale d’Appello composta dai Signori:

Prof. Avv. Jacopo TognonPresidente

Avv. Miriam ZanoliComponente effettivo ed estensore

Avv. Gianluca GulinoComponente supplente

e con l’assistenza dell’Avv. Marzia Picchioni (funzionario FCI) – Segretario

letta la richiesta di interpretazione avanzata in data 2 luglio 2018 dal Segretario Generale, avente ad oggetto gli articoli art. 5, comma 3, e 19, comma 4 del Regolamento di Giustizia Federale FCI

visto l’art. 33, comma 4, lett. f), del Regolamento di Giustizia Federale;

applicato l’art. 20 dello Statuto Federale, che consente la multi-conferenza, garantita la contestualità della partecipazione di tutti i componenti e la possibilità di intervento degli stessi nel corso della stessa sessione;

alla riunione tenutasi a Padova, addì 10 luglio 2018, luogo ove si trovava il Presidente della Corte, giusta il disposto della disposizione testé citata;

ha adottato la seguente

DECISIONE

IN FATTO

Con  quesito interpretativo trasmesso in data 2 luglio 2018, il Segretario Generale della Federazione Ciclistica Italiana, evidenziava la sovrapponibilità del testo dell’art. 3 dei Principi di Giustizia Sportiva con quello dell’art. 5, comma 3 del Regolamento di Giustizia Federale FCI nella parte in cui è prescritto che:“Ciascun componente degli organi di giustizia presso la federazione, all’atto dell’accettazione dell’incarico, sottoscrive una dichiarazione in cui attesta di non aver rapporti di lavoro subordinato  o continuativi di consulenza o di prestazione d’opera retribuita, ovvero altri rapporti di natura patrimoniale o associativa che ne compromettano l’indipendenza con la Federazione o con i tesserati, gli affiliati e gli altri soggetti sottoposti alla sua giurisdizione, né di avere rapporti di coniugio, di parentela o affinità fino al terzo grado con alcun componente del Consiglio federale, impegnandosi a rendere note eventuali sopravvenienze.”

Per l’effetto, tenuto altresì conto dell’art. 19, comma 4, del Regolamento medesimo secondo cui:

 “I giudici sportivi non possono avere alcun tipo di rapporto economico con le Società e le associazioni affiliate e con i soggetti sottoposti alla propria giurisdizione

era domandato a questa Corte se il dettato delle citate norme fosse applicabile anche nel caso di nomina di Giudici di Gara Internazionali, Nazionali e Regionali a Giudici Sportivi Nazionali o Regionali.

Corredavano il quesito le tabelle in vigore dall’01/01/2018 e la modulistica, afferenti l’erogazione ai Giudici di Gara Internazionali, Nazionali e Regionali dei rimborsi spese, recanti specifiche voci per indennità giornaliere, rispetto alle quali si puntualizzava che la FCI fornisce annualmente conforme Certificazione Unica dei redditi.

Veniva di conseguenza chiesto se il quadro così delineato tratteggiasse una prestazione d’opera retribuita, preclusa dalle norme citate ai soggetti in questione, nel ricoprire l’incarico di Giudici Sportivi.

In caso di responso affermativo, veniva infine domandato se la preclusione in argomento potesse essere “superabile pro tempore dal porsi in aspettativa da parte del Giudice di Gara per la durata dell’eventuale incarico di Giudice Sportivo.”

IN DIRITTO

Si rileva, preliminarmente, la competenza di questa Corte a fornire l’interpretazione richiesta, ai sensi dell'art. 33, punto 4, lettera f) del Regolamento di Giustizia Sportiva della Federazione Ciclistica Italiana.

Ai fini di rispondere al quesito proposto, va dapprima osservato che il comma 6 dell’art. 5, del Regolamento di Giustizia Federale FCI prevede che “Gli incarichi presso gli Organi di Giustizia e la Procura Federale sono svolti a titolo gratuito”.

I Giudici Sportivi, Regionali e Nazionali, dunque, essendo elencati tra gli Organi di Giustizia nel comma 1 dell’articolo testé citato, soggiacciono senz’altro a tale prescrizione, nonché all’art. 3 dei Principi di Giustizia Sportiva, all’art. 5, comma 3 del Regolamento di Giustizia Federale FCI e all’art. 19, comma 4, del Regolamento medesimo.

Ciò detto, si evidenzia come la previsione della gratuità del servizio prestato, avendo lo scopo di tutelare l’indipendenza degli Organi di giustizia dalla Federazione, vada osservata col massimo rigore.

Conseguentemente, non può non rilevarsi che le ‘indennità giornaliere’ in argomento, pur non avendo le caratteristiche per essere inquadrate come prestazioni d’opera retribuita, danno comunque luogo all’erogazione di un compenso per l’incarico svolto – di importo dignitoso e non simbolico – che si aggiunge ai meri rimborsi spese.

Per tale ragione esse rientrano, sicuramente, in quel tipo di rapporti aventi contenuto patrimoniale ed economico vietati, direttamente ed indirettamente, da tutte le norme fin ad ora prese in esame, essendo, in astratto, idonei a determinare situazioni in conflitto con l’assoluta indipendenza degli Organi di Giustizia.

La primaria funzione di garanzia della preclusione in esame, impedisce a questa Corte di considerarla temporaneamente superabile ponendo in aspettativa il Giudice di Gara per la durata dell’eventuale incarico di Giudice Sportivo.

P.Q.M.

la Corte Federale d’Appello, II Sezione, in base all’art. 33, comma 4, lett. f) del Regolamento di Giustizia Sportiva, in relazione alla richiesta di interpretazione di cui in epigrafe, ritiene che l’art. 3 dei Principi di Giustizia Sportiva, l’art. 5, comma 3 del Regolamento di Giustizia Federale FCI  e l’art. 19, comma 4, del Regolamento medesimo si applichino ai tutti coloro che assumono l’incarico di Giudici Sportivi, Regionali e Nazionali e provvede pertanto come in parte motiva.

Così deciso in Padova, addì 20 luglio 2018.

 

IL PRESIDENTE

Avv. prof. Jacopo Tognon

 

Data di pubblicazione: 23 luglio 2018

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2^ sezione - Decisione n. 9 / 2018

Comunicato N. 9 del 23/07/18

La Corte Federale d’Appello composta dai Signori:

Prof. Avv. Jacopo Tognon -Presidente-

Avv. Miriam Zanoli -Componente effettivo ed estensore-

Avv. Gianluca Gulino -Componente supplente-

e con l’assistenza dell’Avv. Marzia Picchioni (funzionario FCI) – Segretario-

letta la richiesta di interpretazione avanzata in data 2 luglio 2018 dal Segretario Generale, avente ad oggetto gli articoli art. 5, comma 3, e 19, comma 4 del Regolamento di Giustizia Federale FCI

visto l’art. 33, comma 4, lett. f), del Regolamento di Giustizia Federale;

applicato l’art. 20 dello Statuto Federale, che consente la multi-conferenza, garantita la contestualità della partecipazione di tutti i componenti e la possibilità di intervento degli stessi nel corso della stessa sessione;

alla riunione tenutasi a Padova, addì 10 luglio 2018, luogo ove si trovava il Presidente della Corte, giusta il disposto della disposizione testé citata;

ha adottato la seguente

DECISIONE

IN FATTO

Con  quesito interpretativo trasmesso in data 2 luglio 2018, il Segretario Generale della Federazione Ciclistica Italiana, evidenziava la sovrapponibilità del testo dell’art. 3 dei Principi di Giustizia Sportiva con quello dell’art. 5, comma 3 del Regolamento di Giustizia Federale FCI nella parte in cui è prescritto che:“Ciascun componente degli organi di giustizia presso la federazione, all’atto dell’accettazione dell’incarico, sottoscrive una dichiarazione in cui attesta di non aver rapporti di lavoro subordinato  o continuativi di consulenza o di prestazione d’opera retribuita, ovvero altri rapporti di natura patrimoniale o associativa che ne compromettano l’indipendenza con la Federazione o con i tesserati, gli affiliati e gli altri soggetti sottoposti alla sua giurisdizione, né di avere rapporti di coniugio, di parentela o affinità fino al terzo grado con alcun componente del Consiglio federale, impegnandosi a rendere note eventuali sopravvenienze.”

Per l’effetto, tenuto altresì conto dell’art. 19, comma 4, del Regolamento medesimo secondo cui:

 “I giudici sportivi non possono avere alcun tipo di rapporto economico con le Società e le associazioni affiliate e con i soggetti sottoposti alla propria giurisdizione

era domandato a questa Corte se il dettato delle citate norme fosse applicabile anche nel caso di nomina di Giudici di Gara Internazionali, Nazionali e Regionali a Giudici Sportivi Nazionali o Regionali.

Corredavano il quesito le tabelle in vigore dall’01/01/2018 e la modulistica, afferenti l’erogazione ai Giudici di Gara Internazionali, Nazionali e Regionali dei rimborsi spese, recanti specifiche voci per indennità giornaliere, rispetto alle quali si puntualizzava che la FCI fornisce annualmente conforme Certificazione Unica dei redditi.

Veniva di conseguenza chiesto se il quadro così delineato tratteggiasse una prestazione d’opera retribuita, preclusa dalle norme citate ai soggetti in questione, nel ricoprire l’incarico di Giudici Sportivi.

In caso di responso affermativo, veniva infine domandato se la preclusione in argomento potesse essere “superabile pro tempore dal porsi in aspettativa da parte del Giudice di Gara per la durata dell’eventuale incarico di Giudice Sportivo.”

IN DIRITTO

Si rileva, preliminarmente, la competenza di questa Corte a fornire l’interpretazione richiesta, ai sensi dell'art. 33, punto 4, lettera f) del Regolamento di Giustizia Sportiva della Federazione Ciclistica Italiana.

Ai fini di rispondere al quesito proposto, va dapprima osservato che il comma 6 dell’art. 5, del Regolamento di Giustizia Federale FCI prevede che “Gli incarichi presso gli Organi di Giustizia e la Procura Federale sono svolti a titolo gratuito”.

I Giudici Sportivi, Regionali e Nazionali, dunque, essendo elencati tra gli Organi di Giustizia nel comma 1 dell’articolo testé citato, soggiacciono senz’altro a tale prescrizione, nonché all’art. 3 dei Principi di Giustizia Sportiva, all’art. 5, comma 3 del Regolamento di Giustizia Federale FCI e all’art. 19, comma 4, del Regolamento medesimo.

Ciò detto, si evidenzia come la previsione della gratuità del servizio prestato, avendo lo scopo di tutelare l’indipendenza degli Organi di giustizia dalla Federazione, vada osservata col massimo rigore.

Conseguentemente, non può non rilevarsi che le ‘indennità giornaliere’ in argomento, pur non avendo le caratteristiche per essere inquadrate come prestazioni d’opera retribuita, danno comunque luogo all’erogazione di un compenso per l’incarico svolto - di importo dignitoso e non simbolico - che si aggiunge ai meri rimborsi spese.

Per tale ragione esse rientrano, sicuramente, in quel tipo di rapporti aventi contenuto patrimoniale ed economico vietati, direttamente ed indirettamente, da tutte le norme fin ad ora prese in esame, essendo, in astratto, idonei a determinare situazioni in conflitto con l’assoluta indipendenza degli Organi di Giustizia.

La primaria funzione di garanzia della preclusione in esame, impedisce a questa Corte di considerarla temporaneamente superabile ponendo in aspettativa il Giudice di Gara per la durata dell’eventuale incarico di Giudice Sportivo.

P.Q.M.

la Corte Federale d’Appello, II Sezione, in base all’art. 33, comma 4, lett. f) del Regolamento di Giustizia Sportiva, in relazione alla richiesta di interpretazione di cui in epigrafe, ritiene che l’art. 3 dei Principi di Giustizia Sportiva, l’art. 5, comma 3 del Regolamento di Giustizia Federale FCI  e l’art. 19, comma 4, del Regolamento medesimo si applichino ai tutti coloro che assumono l’incarico di Giudici Sportivi, Regionali e Nazionali e provvede pertanto come in parte motiva.

Così deciso in Padova, addì 20 luglio 2018.

 

IL PRESIDENTE

Avv. prof. Jacopo Tognon

 

Data di pubblicazione: 23 luglio 2018